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Previdenza sociale per gli autonomi: una panoramica completa

17 agosto 2026 · facturio.ch

Come lavoratore autonomo sei responsabile dei tuoi contributi di previdenza sociale — AVS, AI e IPG — senza un datore di lavoro con cui dividerli.

I contributi

Versi i contributi AVS/AI/IPG sul tuo reddito netto tramite la cassa di compensazione. Sono i regimi di vecchiaia, invalidità e indennità di perdita di guadagno che formano il primo pilastro.

I tre sono riscossi insieme come un unico contributo calcolato sul tuo reddito netto. Versi l'intero importo da solo, senza la quota del datore di lavoro.

L'AVS copre le rendite di vecchiaia e per i superstiti, l'AI copre l'invalidità e l'IPG copre la perdita di guadagno per eventi come la maternità o il servizio militare.

La cassa di compensazione ti fattura in base al reddito accertato, con versamenti periodici e un conguaglio finale quando sono noti i dati effettivi.

  • AVS (vecchiaia e superstiti).
  • AI (invalidità).
  • IPG (perdita di guadagno, p.es. maternità).

Cosa è facoltativo

Il secondo pilastro (previdenza professionale) è facoltativo per la maggior parte degli autonomi, ma altamente raccomandato per la pensione. Il terzo pilastro (3a) è volontario e fiscalmente agevolato.

I dipendenti ottengono il secondo pilastro tramite il datore di lavoro, ma gli autonomi devono provvedere da soli. Aderire a una fondazione di previdenza è possibile e spesso saggio.

Il terzo pilastro (3a) è un conto di risparmio privato e deducibile dalle imposte, accessibile a tutti. Per gli autonomi è uno strumento chiave per la pensione.

Il primo pilastro da solo raramente garantisce una pensione confortevole. Combinare primo, secondo e terzo pilastro è il modo in cui gli autonomi costruiscono una previdenza sicura.

Costruisci la tua rete di sicurezza

Senza una cassa pensione del datore di lavoro, devi costruirti da solo il risparmio previdenziale. Versare nel pilastro 2 o 3a non è solo una pianificazione fiscale intelligente: è la tua pensione.

Inizia presto, anche con importi piccoli. L'interesse composto fa il grosso del lavoro nell'arco di una vita lavorativa, e gli autonomi non hanno il contributo del datore di lavoro su cui contare.

Tratta i tuoi contributi come un costo fisso dell'attività, accantonandoli automaticamente da ogni fattura, invece di pensarci solo a fine anno.

Rivedi la tua situazione previdenziale ogni pochi anni. Man mano che il reddito cresce, dovrebbe crescere anche la quota che destini alla pensione.

A chi versare e come

I contributi del primo pilastro sono gestiti dalla tua cassa di compensazione cantonale, lo stesso ente che ha accertato il tuo statuto di autonomo all'inizio.

Per il secondo pilastro puoi aderire a una fondazione di previdenza o a un istituto di libero passaggio, spesso tramite un'associazione della tua professione.

Il terzo pilastro (3a) si apre presso una banca o un'assicurazione ed è alimentato direttamente da te. I versamenti sono limitati per legge ogni anno.

Conserva le ricevute di ogni versamento. Sono la prova dei tuoi diritti e, per il pilastro 3a, la base della tua deduzione fiscale.

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